2952 - Le corti storiche
Oltre alle corti delle ville storiche (La Torretta, Visconti d'Aragona De Ponti, Puricelli Guerra, Mylius Vonwiller, Zorn Marzorati Silva), rigidamente separate tra funzioni di rappresentanza (“corte nobile”) e attività di servizio (“corte rustica”), come in modo esemplare nella Villa La Torretta, e alle corti rurali delle cascine, delle quali rimangono poche ma significative testimonianze scampate all'avanzata delle grandi fabbriche del ‘900, a Sesto San Giovanni sopravvive la memoria di numerose corti storiche che erano collocate nel centro cittadino (Piazza Petazzi e vie limitrofe) e che nel tempo sono state restaurate o integrate nel tessuto urbano moderno, ospitando nuove abitazioni, attività commerciali o spazi pubblici, ma mantenendo talora la tipica pianta che proteggeva la vita comunitaria all'interno delle mura.
Prima dell'avvento delle grandi fabbriche la vita sociale e privata di Sesto si sviluppava soprattutto all'interno di queste case a corte, dove alcune famiglie operaie e contadine condividevano spazi comuni, ballatoi e la quotidianità delle tipiche case a ringhiera. I loro nomi, in genere in dialetto, non rispondevano alla toponomastica ufficiale, ma a generici riferimenti popolari a luoghi, a personaggi (talora i vecchi proprietari) o a caratteristiche dell’edificio. Alcuni dei nomi rimasti nella memoria popolare sono (resi in italiano): Corte del Cairo, Corte d’Assisi, Corte dei Paulot, Corte dei Cascinot, Corte dei Puciana, Corte dei Mandelli, Corte dei Cinquecento, Corte dei Gaslini, Corte dei Lovati, Corte dei Tovoli, Corte dei Paiadit, Corte di Madela, Corte de la Balina (in via Dante), Corte del Magnet, Corte Lunga.
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