CURIOSITÀ

Azzurra

Azzurra



(by Antonio Abbate)

La volle chiamare Azzurra la madre perché il giorno del parto il cielo era di un azzurro carico che lei non aveva mai visto prima.
A sedici anni Azzurra e Peppe si incontrarono per la prima volta. La ragazza si trovava nella camera che dava sul lastrico solare per far pulizie mentre fuori, sul terrazzo, ferveva il lavoro di asfaltatura. Era il mese di giugno e il sole picchiava forte a mezzogiorno e aggiungeva calore a quello che già si sprigionava dalla pece bollente.
Peppe a torso nudo era immerso nei vapori solfurei che si alzavano dal catrame e nelle nuvole di vapore che si formavano dall’acqua versata sul materiale bollente per raffreddarlo dopo che era stato steso.
L’uomo somigliava a un aiutante di Vulcano al lavoro nella sua officina.
Uscito dalla nuvola di vapori Peppe bussò alla portafinestra della stanza per richiamare l’attenzione della ragazza.
“Vorrei per cortesia un bicchiere d’acqua” disse alla ragazza quando questa si affacciò sull’uscio.
Azzurra si ritirò per ritornare poco dopo con una bottiglia di acqua fresca.
“Vi ho portato una bottiglia così ne tenete anche per dopo”.
Peppe la ringraziò e tornò al lavoro.
In questo primo incontro Peppe non fece una grande impressione ad Azzurra.
Ha un bel sorriso, pensò, ma tutto così nero sembra un marocchino.
Il giorno dopo fu Azzurra che di sua iniziativa portò acqua fresca al giovane.
“Mi avete letto nel pensiero” disse “avrei voluto chiedervi da bere ma non perché ho sete, l’acqua oggi l’ho portata, ma per rivedervi”.
“E perché?”
“Perché siete bella”
Azzurra abbassò gli occhi e si ritirò arrossendo. Questa seconda volta Peppe le piacque di più, l’aveva guardato meglio. Non solo aveva un bel sorriso dai denti perfetti ma anche una muscolatura degna di un atleta e due occhi ancor più neri del materiale con cui lavorava, luminosi e penetranti.
Si rividero ogni giorno anche solo per scambiarsi un sorriso. L’ultimo giorno di lavoro Peppe, quando lei gli portò la bottiglia di acqua fresca, le disse: “mi dispiacerebbe se adesso, terminato il lavoro, non dovessimo più vederci”.
“Al pomeriggio scendo nel giardino a innaffiare le piante, se ti affacci dal muretto mi vedi e mi chiami”.
Nel tardo pomeriggio Azzurra scendeva in giardino, lui arrivava e si affacciava al muretto, lo scavalcava e per non farsi vedere si nascondevano dietro al grosso e folto cespuglio formato da un groviglio di gelsomini, rose e rovi.
Questi incontri segreti andarono avanti per alcuni mesi finché gli innamorati non furono scoperti. Il padre proibì ad Azzurra l’accesso al giardino per impedirle di rivedere Peppe. A lei spiegò che si opponeva alla loro relazione per vari motivi: la ragazza era troppo giovane, lui troppo grande per lei avendo dieci anni in più. La ragione principale era risultata da informazioni prese sul giovane: era poco amante del lavoro ma molto amante di alcol e gioco di carte.
Azzurra per nulla convinta accusò il padre di inventarsi delle storie pur di distoglierla dal suo amore. Lei lo amava ed era convinta che quello era l’uomo che voleva.
Il padre le rispose che mai avrebbe dato il suo consenso.
Questa netta opposizione del padre portò Azzurra ad avercela con lui; si sentiva tradita. Possibile che suo padre non desiderasse che sua figlia fosse felice? Possibile che non capisse che lei sarebbe stata felice soltanto unendosi con Peppe il suo primo e unico grande amore?
Anche sua madre cercò di farla ragionare: “Tuo padre si oppone perché sa bene che non è l’uomo per te, informazioni sicure danno di lui un giudizio molto negativo”.
“Sono solo male lingue” si limitò a dire Azzurra.
Avendo lei questi pensieri, fu facile per il fidanzato convincerla a “fuggire” per mettere i genitori di fronte ad una realtà non più modificabile.
Decisero il giorno della fuga. Lei furtivamente preparò una borsa con poca biancheria e oggetti per l’igiene personale e nella notte si allontanò dalla sua casa e raggiunse l’amante nella località concordata.
Quando i genitori si resero conto dell’accaduto la madre scoppiò in pianto temendo per la figlia, poi si adoperò affinché la notizia non uscisse dalla stretta cerchia familiare, infine convinse il marito che sarebbe stato meglio perdonarla, far ritornare quella figlia ingrata, dopotutto era una bambina e celebrare al più presto il matrimonio anziché fare i duri e correre il rischio di finire in bocca alla gente.
A malincuore perché sempre più convinto della pessima scelta della figlia, il padre si addossò tutte le spese. Al matrimonio celebrato e festeggiato sull’aia parteciparono parenti e amici.
Al termine del ricevimento, quando Azzurra si recò a salutare suo padre, questi mesto le disse: “Mi spiace che avrai una vita di sofferenze ma in futuro ricordati che io ho fatto di tutto per metterti in guardia”.
Aveva visto lungo. Peppe infatti si era comportato come marito serio e affettuoso per qualche anno, avvicinandosi sporadicamente al gioca e all’alcool. Purtroppo in seguito fu preda dei vecchi vizi di gioventù, divenendovi sempre più dipendente giungendo al punto di far mancare alla moglie e ai figli, che intanto erano arrivati,
anche i mezzi di sostentamento.
Lei, orgogliosa e tenace, scartò subito l’idea di rivolgersi ai genitori e si adattò a fare da cameriera e badante.
Quel che riusciva a guadagnare assicurava alla sua famiglia solo il minimo indispensabile perciò era sempre alla ricerca di un lavoro più redditizio.
Quando una sua conoscente le assicurò che si poteva guadagnare molto di più vendendo porta a porta biancheria negli sperduti paesini della provincia sprovvisti di negozi e collegamenti comodi con il capoluogo, lei accettò anche se la donna le aveva precisato che si trattava di un lavoro molto faticoso. Azzurra non si lasciava spaventare dalle difficoltà.
Prese a girare per paesi e villaggi carica di borsoni traboccanti di magliette, calze, coperte, lenzuola. Ritornava la sera in treno stanchissima ma felice per i lauti guadagni. Proseguì in questo lavoro che diventava sempre più faticoso per alcuni anni. Una sera dopo una giornata ancora più faticosa del solito trascorsa girando per la campagna sotto il sole trascinando borse e valige di biancheria, durante il viaggio di rientro stette male in treno.
Il treno sferragliava correndo nel fondovalle e il suo fischio veicolato dall’eco era udibile in tutti i villaggi adagiati sul fianco delle colline.
Azzurra seduta sul sedile di legno di una vettura di classe popolare respirava con difficoltà. La nausea l’attanagliava la gola e la testa le doleva. Si sentiva in equilibrio instabile. Pensò che rinfrescandosi il volto con l’acqua avrebbe avuto un po’ di sollievo. Faticava a stare in piedi ma appoggiandosi prima alle testate dei sedili e poi alle pareti della piattaforma raggiunse la toilette.
Dal rubinetto usciva solo un filino d’acqua. Attese che si riempisse l’incavo formato dalle mani accostate. Sciacquò il viso e asciugatasi uscì. Proprio in quel momento il treno si incuneò nella galleria e la forte compressione dell’aria scosse violentemente la vettura. Si spensero le luci. Azzurra fu spinta verso un lato della piattaforma e cadendo cercò istintivamente un appiglio attaccandosi alla prima cosa che ebbe sotto mano. Era la maniglia della porta della vettura che si spalancò.
Azzurra sarebbe stata risucchiata all’esterno se robuste mani non l’avessero trattenuta per le caviglie e trascinata lontana dal pericolo.
Sempre nel buio quell’uomo messo lì dalla Provvidenza la sollevò e la trattenne tra le sue braccia perché lei terrorizzata da quel sarebbe potuto succedere tremava e piangeva.
“E’ tutto passato, stia tranquilla” le ripeteva quel gentile sconosciuto.
La riaccompagnò al suo posto, le fece prendere un caffè per rianimarla e le tenne compagnia.
Alquanto ripresasi Azzurra si confidò con lo sconosciuto che per i modi gentili e il tono della voce ottenne subito la sua fiducia.
A lui riferì anche del lavoro che svolgeva per necessità a causa della situazione familiare.
Il signore colpito dal racconto di Azzurra e certamente anche dalla sua avvenenza, le propose di lavorare per lui: “Sono un grossista di frutta e ortaggi. Nella mia azienda i miei dipendenti confezionano prodotti agricoli che poi vengono inviati ai mercati italiani e esteri”.
Azzurra stentava a credere a tanta fortuna; non avrebbe più dovuto prendere tutti i giorni quel treno, avrebbe avuto un orario di lavoro e le sarebbe rimasto del tempo per la famiglia.
Si dettero appuntamento e nel giorno stabilito lei si recò all’opificio del suo salvatore, il signore Oreste.
Fu assunta e iniziò subito a lavorare. In pochi mesi col suo serio carattere e la sua alacrità conquistò il datore di lavoro. Oreste ancora celibe se ne stava innamorando.
“Spesso sono costretto ad allontanarmi per questioni di lavoro e mi serve una persona di fiducia che mi sostituisca e puoi essere solo tu” disse ad Azzurra.
Col nuovo ruolo aumentò anche la retribuzione. Azzurra con la nuova e consistente paga era libera da preoccupazioni economiche potendo provvedere ai bisogni di tutta la famiglia compreso il marito che si alcolizzava sempre più e si distruggeva fegato e cervello.
Oreste ora l’amava e lei lo sapeva.
Quando Oreste le propose di mettersi insieme lei con fermezza gli rispose che, pur amandolo, non poteva. Si era sposata davanti a Dio con la promessa di essere fedele al marito nella buona e nella cattiva sorte, fino alla morte.
“Non immagini quanto sarei felice se potessi accettare la tua proposta”.
“Io continuerò ad amarti e ad aspettarti” rispose lui.
Fu il destino ad aiutare gli innamorati. Un improvviso aggravamento delle condizioni di salute si portò via Peppe. Azzurra, come tradizione imponeva, portò il lutto per un anno intero. Alla scadenza dei dodici mesi rituali, smise le gramaglie, indossò un abito elegante dai vivaci colori, si dette un leggero trucco e si guardò allo specchio. “Sei ancora desiderabile” disse alla sua immagine riflessa.
Andò ad incontrare Oreste.
“Se ancora mi volessi, ora posso essere con tutta me stessa solo tua”.
Oreste l’abbracciò con forza e la baciò con passione.


Tags:




    Condividi:
   



    Home  •  Sestoproloco APS  •  Attività Solidali  •  Eventi e Manifestazioni  •  Viaggia con Noi  •  Sesto San Giovanni  •  Associazioni  •  News e Curiosità  •  Cerca