Una serata romantica
(by Antonio Abbate)
Seduto comodamente sul divano di pelle nera, in più punti consunto per l’eccessivo uso, la camicia sbottonata sul collo e sullo stomaco prominente, Bruno leggeva il solito quotidiano che gli veniva recapitato sull’uscio di casa alle sette del mattino.
Pur attento alle ultime allarmanti notizie di cronaca nera che abitualmente leggeva al crepuscolo, dedicando le ore del mattino agli approfondimenti politici, non aveva potuto non notare che Mirella, sua moglie, ancora dedita a rassettare la casa, con sospetta frequenza, gli passava davanti lanciandogli sguardi risentiti oppure ammiccandogli in un modo ambiguo, tra l’ironico e il compiaciuto.
Perché, poi, indugiava nello spolverare, quasi carezzandola, la riproduzione de “Il bacio di Klimt” mentre fugacemente passava lo spolverino sugli altri quadri ?
Bruno fingeva di essere ancora assorto nella lettura del giornale ma in realtà ora si chiedeva: “Cos’ ha quest’oggi Mirella?” Possibile che abbia qualche interesse…? Ipotesi questa che lui stesso considerava poco attendibile poiché, già da qualche anno, la loro intimità coniugale, per la ritrosia dell’una e la conseguente rinuncia dell’altro, si era ridotta al russare all’unisono, ciascuno adagiato sul più lontano margine del letto.
Tuttavia Bruno si sentì pronto ad ottemperare ai doveri coniugali qualora ne fosse stato richiesto l’adempimento.
- Senti Mirella, – la bloccò mentre lei ripassava per l’ennesima volta guardandolo allo stesso modo e con lo stesso sorrisetto – sii chiara! Forse che oggi vuoi proporti per un po’ di romanticismo?
- Ma che dici! - quasi si scandalizzò Mirella – E’ che oggi ti è sfuggita un’importante scadenza.
Il termine “scadenza” utilizzato impropriamente da Mirella in luogo di ricorrenza, gettò immediatamente Bruno nel panico richiamandogli alla mente il mutuo che per il poveretto era stato l’incubo della sua vita.
Pagava il mutuo da quasi trent’anni anni e ormai la casa, in verità una bella casa, gli era costata ben cinque volte il prezzo di vendita.
- Il mutuo ?… – sussurrò con un filo di voce raschiante poiché l’innalzamento brusco della pressione gli causava un’immediata accentuazione della naturale raucedine.
- Ma che mutuo! - Esclamò alquanto contrariata la moglie - Abbiamo pagato la rata semestrale appena a giugno; ci ha portato via quasi l’intera pensione!
A queste parole, benché il ricordo dello svanire della pensione avesse l’effetto di una pugnalata, pure l’esclusione del mutuo dalla scadenza ricordata da Mirella, lo rasserenò abbastanza. Il cuore che aveva accelerato al massimo ritornò alla normalità; cioè all’ abituale tachicardia.
- Non è l’anniversario di matrimonio - affermò Bruno con sicurezza.
L’avevano infatti festeggiato da poco nel modo divenuto consuetudine da alcuni anni.
Per tutta la giornata i coniugi ignoravano entrambi la ricorrenza e non ne facevano alcun accenno. Poi a sera, dopo essersi sistemati nel letto, quasi all’unisono si dicevano: “Amore, oggi è stato il nostro anniversario di nozze! Auguri! Si baciavano sulle labbra tenendole ben strette temendo, senza adeguata preparazione, la sgradevolezza dell’alito. Poi ciascuno si ritirava a russare rannicchiato sul suo lato esterno del letto.
Più per curiosità che per vero interesse a conoscere la ricorrenza, Bruno, stanco di ricercare nella sua memoria ricordi ormai sbiaditi, le chiese in tono risolutivo:
- Allora si può sapere di che si tratta?
- Giacché te ne sei dimenticato – replicò Mirella- non meriteresti una risposta. Te lo dico soltanto per dimostrarti quanto poco mi pensi.
- Ma che dici, tu sei sempre in cima ai miei pensieri – finse di indignarsi il marito - non puoi fare queste affermazioni.
Mirella si rallegrò di queste parole anche se in fondo non ci credeva troppo.
- E’ l’anniversario del nostro fidanzamento e tu nemmeno te ne ricordi! - piagnucolò.
- Ma no cara, non dire così. Mi è sfuggita la ricorrenza…ma solo perché pensavo fosse domani…Figurati se mi posso dimenticare di quel giorno, annotato nella mia mente… “albo lapillo” , come dicevano a Roma, lì alla pinacoteca..
Mirella lo bloccò subito:
- Ma che pinacoteca, lì ti sarai fidanzato con un’altra!
Bruno simulò di non avere accusato il colpo e proseguì, sempre meno credibile:
- Ah, si..scusa, è stato un lapsus..ricordo benissimo, volevo dire alla paninoteca dell’università…quella vicino…
- Smettila di voler ricordare a tutti i costi che finirai per rivelarmi tutti i tuoi fidanzamenti o anche altre relazioni …
Mirella aveva sempre rimproverato al marito numerose relazioni sentimentali giovanili vere o presunte
- Fu su una panchina del lungomare! – rivelò infine Mirella.
- A si! Fece Bruno battendosi il palmo della mano destra sulla fronte mentre le parole di Mirella aprivano finalmente uno squarcio nella sua memoria intorpidita.
Come aveva potuto dimenticarlo. Aveva corso, in quella circostanza, il rischio di una denunzia per violenza perché dopo alcuni minuti di bacetti e carezzine, ribollendogli il sangue giovanile, le aveva finalmente dato il primo lunghissimo bacio passionale, chiudendole la bocca per qualche minuto.
Lei non riusciva a respirare e strabuzzava gli occhi mentre le guance le si imporporavano.
Bruno, però, continuava nel bacio, interpretando il roteare degli occhi e il rossore del viso della ragazza come adeguata vogliosa partecipazione, fino a che Mirella si liberò dall’abbraccio con uno spintone che lo fece ruzzolare dalla panchina.
La scena era stata seguita con professionale interesse da un vigile urbano che fraintendendo la reazione della ragazza e sospettando che Bruno la stesse molestando, si era avvicinato e dopo aver chiesto a entrambi i documenti, insisteva affinché Mirella ammettesse le molestie senza timore perché fortunatamente “ora c’era lui a proteggerla”. Poi contrariato dal diniego della ragazza, aveva intimato di “non proseguire in certe sconcezze in luogo pubblico”
A tali lontanissimi ricordi Bruno si commosse sinceramente, consapevole dei tanti, troppi anni trascorsi e, travolto dall’entusiasmo, dopo avere affermato che: ”veramente l’anniversario del fidanzamento é una ricorrenza da festeggiarsi più che l’anniversario di matrimonio perché il fidanzamento segna la nascita dell’amore mentre con il matrimonio ne inizia il declino”, concluse:
- Ti porto fuori!
- Ma no! - Si meravigliò Mirella per l’eccezionale invito. - Veramente…. mi farebbe piacere; però ho già preparato le scaloppine di pollo e l’insalata per la cena.
- Non importa. Va a prepararti che si va fuori! - affermò Bruno con tono ultimativo.
- Grazie caro, disse entusiasta Mirella, mentre allontanandosi per entrare in camera gli mandava un bacio deponendolo sul palmo della mano e soffiandolo verso di lui.
Bruno lo afferrò al volo e romanticamente se lo depose sulle labbra.
Non passò un minuto che Bruno già si era pentito del precipitoso invito.
Andare fuori era come sottoporsi volontariamente a una rapina. Tra coperto, percentuale sul servizio, mancia obbligatoria, iva, addizionale ed altre diavolerie escogitate per derubare la gente legalmente, eri costretto a sborsare un capitale ancora prima di fare l’ordinazione per la cena.
Non stette più a pensarci: andò, deciso, sul terrazzo e spostò il tavolino sotto il pergolato di vite canadese. Lo circondò con i vasi di fiori più rigogliosi che aveva a disposizione. Sul tavolino che apparecchiò con tovaglie e posate di pregio e con piatti allegramente decorati con fiori multicolori, pose una candela alla citronella per allontanare le zanzare.
Poi, sempre allo stesso scopo, accese negli angoli del terrazzo alcuni zampironi anche pensando che, con le volute di fumo, avrebbero concorso positivamente alla scenografia.
Alla presa più vicina al tavolino allacciò il riproduttore di CD dove avviò un sottofondo di musica romantica.
Infine si congratulò con sé stesso per la geniale idea e attese con trepidazione l’arrivo della moglie.
- Eccomi, arrivo !- esclamò lei quando fu vestita e truccata.
Si presentava bene, molto meglio di quando gironzolava per casa in vestaglia color topo, struccata e con in testa una miriade di bigodini.
- Complimenti - fece con sincerità Bruno- stai benissimo.
Si avviarono, ma Bruno, precedendo di qualche passo la moglie, invece di dirigersi all’ingresso, andò verso la portafinestra del terrazzo.
- Mah…! Fece Mirella quando avvistò la tavola imbandita.
- Cara, ho pensato che sarebbe stato più intimo festeggiare da soli che in mezzo ad una confusione di sconosciuti. Te lo prometto, sarà una serata indimenticabile! Cena sotto le stelle, musica e poi …romanticismo in salotto; il tutto senza spreco di risorse.
Alle prime Mirella ci rimase un po’ male, ma anche lei parsimoniosa, in pochi secondi, al pensiero che avrebbero risparmiato una bella cifra, si rasserenò.
- Va benissimo, ma sappi che mi gusterò la cena senza muovermi dal tavolo.
- Prendi posto che sarò il tuo personale cameriere.
Le porse il braccio.
- La signora è venuta per cenare , suppongo. Bruno, scherzosamente, si calava nei panni di cameriere corteggiatore
- E se no, per che cosa! Rispose Mirella.
- Ha perfettamente ragione, ho fatto una domanda superflua. Conoscendo i suoi gusti, essendo lei cliente abituale di questo locale, mi permetta di suggerirle il menù.
Direi…Supreme di pollo allo champagne (le scaloppine al vino bianco preparate da Mirella), insalata tricolore (lattuga, cetrioli e pomodori), infine affogato al caffè, logicamente decaffeinato, secondo la sua abitudine. Da bere, acqua naturale e bianco frizzantino.
Mirella lo fulminò con uno sguardo che esprimeva rimprovero e delusione.
- No, non ho dimenticato che lei è astemia ma il frizzantino è per me poiché sono sicuro che, essendo sola, mi concederà di sedere al suo tavolo.
Mirella, fece finta di pensarci un po’, poi sciolse l’inesistente dubbio:
- Per questa volta- esclamò col tono di chi fa una importante concessione.
Le scaloppine e l’insalata erano gustose, l’aria fresca ed il vinello amabile.
La serata era resa più romantica dalla colonna sonora composta dalle più belle melodie stracolme di violenti passioni, gelosie, tradimenti, rimpianti…
Dopo la frutta, fuori programma, Bruno con molta galanteria la invitò a ballare.
Mirella pensò che veramente si stava divertendo più che se fossero andati a cena fuori.
- Ora in salotto! propose Bruno al quale dopo tanto tempo il sangue sembrava di nuovo scorrere bollente e veloce nelle arterie.
Si accomodarono sul divano e accesero il televisore. Mirella prese il marito per mano.
Davano un film adatto alle serata: erotico.
Era la storia di un anziano professore che invece di godersi la bellissima moglie, faceva di tutto per spingerla nel letto di un suo assistente.
Dopo anni, si tennero per mano per tutta la durata del film.
Alla fine Mirella commentò:
- Non capisco perché ad una certa età gli uomini dovrebbero fare queste cose inconcepibili.
Poi, dopo un sonoro sbadiglio, propose: - Prepariamoci per andare a letto.
Si avviarono ciascuno nel proprio bagno.
Bruno indugiò, alquanto speranzoso, abbondando anche con l’acqua di colonia e i gargarismi con antibatterico che” rinforza le gengive e profuma l’alito”. Almeno così era scritto sull’etichetta.
Quando entrò in camera, Mirella lo attendeva a letto. Nella camicia da notte turchina taglio impero, era ancora piacente. Bruno sentì un fremito e sfacciatamente indugiò con lo sguardo su certi particolari. Poi si sdraiò accanto a lei.
-Grazie per la romantica serata – gli disse Mirella- Mi sono davvero divertita. Meriti un bacio.
Gli dette sulla guancia un bacio facendo lo schiocco.
Poi, mentre sbadigliava nuovamente, sbiascicando le parole, aggiunse: come sono stanca… che sonno…
Si allontanò, di scatto, da lui verso il suo margine di letto; si girò sul fianco, dandogli la schiena ed iniziò immediatamente a russare.
Bruno, incredulo, continuò a guardarla ancora per alcuni secondi sperando che fingesse, poi sentendola fischiare come una vecchia locomotiva nel Far-West, prese un libro che aveva sul comodino, alzò il cuscino per appoggiarvi comodamente la nuca e il collo e, deluso, si immerse nella lettura.
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