8017 - Matta-Clark, Gordon
Gordon Roberto Echaurren Matta, noto come Gordon Matta-Clark (New York, 22/06/1943 - 27/08/1978) è stato un artista e architetto statunitense. Viene ricordato soprattutto perché, a partire dai primi anni '70, entrò a far parte di Anarchitecture Group, e cominciò a creare tagli, bucature e fratture all'interno di oggetti tridimensionali messi a disposizione da vari musei e ad applicare gli stessi tagli a solai, muri e intere case, provocando una riflessione sul concetto di riempimento e di svuotamento dello spazio in architettura.
Nell’autunno del 1975 fu invitato a Milano per una personale dal gallerista Salvatore Ala e in quell’occasione, forse ispirato da Franco Summa, Ugo La Pietra e Gianni Pettena, pensò a un progetto di cutting architettonico nella fabbrica abbandonata ex-OSVA a Sesto San Giovanni, all’epoca occupata da giovani del Circolo Proletario e di Lotta Continua. Il progetto, che non venne mai realizzato, era intitolato Arc de Triomphe for Workers. Matta-Clark, che pensava di donare l'opera alla comunità e di sensibilizzare l’opinione pubblica alla loro causa, propose di tagliare un arco geometrico nella facciata di un muro del cortile di uno degli edifici. Esiste una fotografia che riproduce la facciata dell’edificio su cui è disegnato il tracciato del taglio previsto; la persona che cammina verso l'edificio e fa da punto di riferimento per la scala è il suo amico e assistente Gerry H. Hovagimyan.
In quell’occasione l’artista scrisse una lettera-progetto agli occupanti, nella quale riassunse il significato del proprio lavoro: “offrire una risposta attiva al problema di autodeterminazione di fronte agli interessi ciechi della proprietà privata … cerco di convogliare le mie azioni a favore di un’idea di welfare sociale … produrre delle piccole fenditure nelle oppressive condizioni ambientali che il sistema ha generato … spiegare e rivendicare il bisogno di cambiamenti … arrivare a un’espressione artistica che rappresenti un gesto simbolico di auto determinazione … modificare una struttura che sopravvive come un brutto ricordo, affinché si trasformi in qualcosa che lascerà posto alla speranza e alla fantasia ... aprendo brecce nei muri e pareti per comunicare un’idea di libero passaggio, un passaggio ampio che non sarà né una porta né un arco monumentale, ma una specie di palco infinito sul quale saremo noi gli attori”.
Bibliografia:
HOVAGIMYAN Gerry H,, Gordon Matta-Clark. A Remembrance, s.l., s.d.
FUSI Lorenzo e PIERINI Marco (curr.), Gordon Matta-Clark, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2008.
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GUZZETTI Francesco, “The walls in Italy are fascinating”. An anthological survey of early Italian responses to Gordon Matta-Clark / “I muri in Italia mi affascinano”. Antologia della prima ricezione italiana di Gordon Matta-Clark, in AA.VV., Collecting Matta-Clark. La raccolta Berg. Opere, documenti, ephemera, Accademia Nazionale di San Luca, Roma 2018, 55-122.
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D’ANGELA Toni, Gordon Matta-Clark. La vertigine della spaziatura. Architettura, arte, cinema, 2023
FIORUCCI Lorenzo, Andar per mostre. Gordon Matta Clark: l’anarchitetto sociale. Il taglio in arte come apertura alla società degli anni settanta, in La Biblioteca di via Senato 16.5 (2024), 74-76.
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