8016 - Broglio Giovanni
Giovanni Broglio (Airolo, Svizzera, 18 aprile 1874 – Milano, 1956) è stato un architetto italiano, celebre per aver progettato i maggiori quartieri operai di Milano fra l'inizio del Novecento e gli anni trenta. Al suo attivo stanno migliaia di locali di abitazione e più di 40 quartieri che hanno scritto la storia dell’edilizia popolare, segnando il volto di intere parti di Milano e determinando i modi di vivere di molte generazioni di cittadini. A partire dal 1910 progettò a Sesto San Giovanni per la Società Ernesto Breda numerose case e villaggi per lavoratori (vedi 2257 e 2615).
Nel 1889, dopo la morte del padre, operaio impegnato nel cantiere del traforo del Gottardo, Giovanni si trasferì a Milano per lavorare come manovale. Nonostante la difficile situazione economica, con notevole impegno si iscrisse a vari corsi di studio serali, fino a laurearsi, nel 1900, presso il Regio Istituto Tecnico Superiore (odierno Politecnico) e a diventare vice-direttore della Cooperativa Lavoranti Muratori di Milano. Nel 1901 venne incaricato dalla Camera del Lavoro di svolgere un'indagine sulle condizioni abitative della classe operaia, che rivelò una situazione gravemente deficitaria. I risultati dell'indagine spinsero la Società Umanitaria, attiva nel campo assistenziale, a intraprendere la costruzione di due quartieri di case operaie, i primi a Milano, incaricando della progettazione lo stesso Broglio. I due quartieri vennero quindi realizzati nel 1905 in zona Macello, oggi via Solari 40, e nel 1908 in zona Rottole, oggi viale Lombardia.
Ai due quartieri fece seguito una serie di altri incarichi simili, ad opera di committenti privati e pubblici. Nel 1912 Broglio venne assunto dall'Istituto Case Popolari (ICP), fondato nel 1908, con l'incarico di dirigere l'ufficio interno di progettazione che si stava costituendo; in tale veste, negli anni successivi progettò un grande numero di quartieri e villaggi di edilizia popolare.
Da una relazione inviata alla Breda il 28 giugno 1941 (Archivio Fondazione ISEC, fondo Breda IV sez. – Dean) si può ricavare la filosofia che animava questo architetto. Il suo scopo era quello “di fornire case sane e decorose alle famiglie dei piccoli impiegati, dei capi riparto e degli operai […], come premio di fedeltà e di attaccamento al lavoro”. Gli appartamenti poi, “colla loro varietà di forma, ricchezza di balconi e terrazzi e distinzione di colori, devono formare un complesso semplice e armonico, che renda l’alloggio gradevole soggiorno per le famiglie”. Idee indubbiamente coerenti con l’opera svolta da Broglio nei decenni precedenti, in parte certamente retaggio dei suoi sacrifici giovanili e delle esperienze abitative che aveva vissuto in prima persona, quando ancora studiava e lavorava per mantenersi.
Morì a Milano nel 1956 e poco dopo la sua scomparsa il Comune di Milano lo insignì di una Medaglia d'oro alla memoria.
Bibliografia:
BROGLIO Giovanni, L'Istituto per le case popolari di Milano e la sua opera tecnica dal 1909 al 1929, Coi tipi del Bertieri, Milano 1929.
BROGLIO Giovanni, Case ed alloggi singoli-case minime: loro aspetti tecnici, igienici, estetici, sociali ed economici: case tipo per il migliore incremento demografico, Reale Società italiana di igiene, Milano 1936.
La Società italiana Ernesto Breda per costruzioni meccaniche. Dalle sue origini ad oggi, 1886-1936, Mondadori, Verona 1936.
SELVAFOLTA Ornella, 100.000 locali di abitazione. Profilo biografico di Giovanni Broglio, architetto delle case popolari, in PUGLIESE Raffaele (cur.), La casa popolare in Lombardia 1903-2003, Edizioni Unicopli, Milano 2005, pp.41-45.
ANDREULA Marco, Quartieri aperti. Giovanni Broglio e l'edilizia popolare a Milano, 1905-1930, Milano 2010.
SELVAFOLTA Ornella, Quartieri operai nella Milano moderna. Giovanni Broglio e la Società Umanitaria nel primo decennio del Novecento, in ALBANI Francesca e DI BIASE Carolina (curr.), Architettura minore del XX secolo, Maggioli Editore, Milano 2013.
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