SESTO SAN GIOVANNI - I PERSONAGGI

8302 - Mapelli Enrico

8302 - Mapelli Enrico



Don Enrico Mapelli (Roncello, MB, 1880 – Sesto San Giovanni, 22/04/1948), dal 1933 prevosto di Sesto San Giovanni. Personalità forte e decisa, sacerdote di grande carica umana e ricco di capacità organizzative. Ordinato sacerdote nel 1902, fu cappellano militare durante la Prima Guerra Mondiale. Parroco di Vedano al Lambro dal 1919 al 1933, organizzò la sezione locale di Azione Cattolica, promuovendo attivamente l'educazione dei giovani e l'impegno sociale. La sua attività dava evidentemente fastidio ai fascisti, al punto che nel 1924 gli squadristi devastarono il circolo giovanile, minacciando di morte lo stesso curato.

    Approdato a Sesto San Giovanni come prevosto e titolare della chiesa prepositurale di Santo Stefano, fu sempre avverso al regime fascista e per questo schedato e tenuto sotto costante osservazione. Aprì le porte della canonica alle riunioni del locale Comitato di Liberazione Nazionale, diventando un punto di riferimento per la Resistenza. L'oratorio maschile da lui inaugurato nel 1938 divenne un centro di attività antifasciste. Il rosario serale davanti alla grotta della Madonna di Lourdes dell’oratorio San Luigi divenne l’occasione per diffondere informazioni sulla Resistenza cittadina. I camerini del teatro-cinematografo parrocchiale erano letteralmente stipati di armi. Fin dai primi anni ‘40 sviluppò collegamenti con gli operai che lavoravano nelle grandi fabbriche sestesi. Il comandante della Brigata Nera Aldo Resega, in una Relazione riservata del 28 dicembre 1944, scrisse: “altro da far saltare sarebbe il prevosto di Sesto San Giovanni, certo don Mapelli, che tanti danni ha arrecato al governo della Repubblica Sociale Italiana [...]. La parrocchia di Sesto San Giovanni è un formicaio di antifascisti, di ribelli, di sabotatori”.

   Dopo l’8 settembre intervenne sempre più decisamente per evitare deportazioni, liberare prigionieri, impedire la fucilazione di un partigiano catturato dai fascisti. In particolare organizzò presso l’asilo infantile Petazzi un punto di riferimento per i feriti, in accordo con l’ospedale di Desio, con medici fidati che abitavano nel territorio di Sesto San Giovanni e con le suore dell’ordine di Maria Bambina. Era qui la sede del comando della 25ª Brigata del Popolo: nascondiglio sicuro, centro di raccolta e diffusione della stampa clandestina e dei certificati falsi d’identità. Il medesimo asilo infantile venne poi trasformato in ospedale per i feriti dell’insurrezione del 25 aprile. Proprio dall’oratorio il 26 aprile partì una delegazione che occupò la sede del comune e istituì una giunta comunale di emergenza presieduta da Rodolfo Camagni.

    L’asilo infantile si trasformò in seguito nell’Ospedale San Clemente, dedicato all’accoglienza degli internati di ritorno dalla Germania. Uno stretto collaboratore di don Mapelli, il prete coadiutore don Piero Greco, si recò più volte in Germania per riportare a casa centinaia di internati e di deportati

   Don Enrico Mapelli ricevette una medaglia d’oro al valore civile dalla città di Sesto San Giovanni; nella motivazione si legge: «nei momenti difficili e tormentosi della Resistenza, non curandosi della propria persona, seppe essere vicino ai suoi parrocchiani, difenderli contro tutti i soprusi e le ingiustizie». In città gli è dedicata una piazza. Nel 1975 a cura dall’Associazione Partigiani Cristiani di Sesto San Giovanni fu dedicata a don Enrico Mapelli una lapide, collocata in via Cavour 14, nel cortile dell’attuale Scuola Santa Caterina.

   A Vedano al Lambro gli è stata dedicata la Piazzetta Don Enrico Mapelli.

 

Per approfondire l'esperienza di Don Enrico Mapelli a Sesto San Giovanni, è possibile guardare il seguente video: https://youtu.be/W1vOwPPKo6U

 

Bibliografia:

VIGNATI Giuseppe, “Il cancro della Lombardia”. Antifascisti, ribelli, sabotatori, in AA.VV., I ribelli al governo della città. Sesto San Giovanni 1944–1946, Franco Angeli, Milano 1988; Edizioni Interno4, Rimini 2022.

BIANCHI Giovanni – RINALDO Andrea, La resistenza dalla foce. Quale nazione per gli italiani postmoderni, Eremo e Metropoli Edizioni, Sesto San Giovanni, 2017, 243 ss.

 

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È possibile consultare anche:
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