3446 - Chiesa di Santo Stefano - Il campanile
Nel 1933 il nuovo prevosto di Santo Stefano, don Enrico Mapelli, decise la costruzione del campanile. Esso rispondeva al desiderio vivissimo dei fedeli e al bisogno liturgico e avrebbe contribuito a dar senso di fiducia e coraggio alla popolazione della città, che aveva ormai raggiunto il numero di 40.000 persone. Per la sua forma squadrata e imponente il suo soprannome affettuoso, noto a tutti i sestesi, è “el Quadretton de Sest”.
Il progetto, che prevedeva una costruzione alta 85 metri, ebbe l’autorizzazione della Curia arcivescovile di Milano e fu regolarmente approvato dall’Ufficio Tecnico del Comune di Sesto San Giovanni il 21 dicembre 1933. La posa della prima pietra, con l’intervento del Cardinale Schuster e di tutte le autorità cittadine, si svolse domenica 14 gennaio 1934. I lavori di fondazione furono realizzati col sistema dei pali SACOP, pali di cemento formati direttamente nel sottosuolo per mezzo di appositi macchinari. Nel corso dei lavori don Mapelli comunicò all’Ufficio Tecnico del Comune che gli 85 metri d’altezza previsti dal progetto iniziale sarebbero stati portati a 100, affinché il quadrante dell’orologio potesse essere collocato al di sopra della cupola, a vantaggio pubblico, e la cella campanaria potesse avere uno sviluppo artistico; ma questa notifica non ebbe alcun riscontro ufficiale.
Il 26 dicembre 1934, quando l’ossatura in ferro a saldatura elettrica del campanile era ormai terminata, giunse un telegramma proveniente dal Ministero dell’Interno che ne limitava l’altezza, su proposta del Comando della Zona Aerea Territoriale, a “non più di cinquanta metri, per motivi militari”. Con l’appoggio della famiglia Falck e del Cardinale si ottenne dal generale Tedeschini Lalli il permesso di mantenere un’altezza di circa 70 metri. Soltanto il 5 luglio 1935, dopo sette mesi di interruzione dei lavori, un sopralluogo del tenente ingegnere Domenico Priolo e dell’ingegnere Maggi diede il via al completamento dell’opera con il collegamento della cella campanaria a uno dei telai orizzontali della struttura metallica esistente: il campanile avrebbe raggiunto 66 metri d’altezza.
L’intelaiatura fu rivestita di cemento, l’esterno ricoperto di quarzite di colore paglierino, che ne aumenta lo slancio verso l’alto, l’interno fu intonacato, l’alto zoccolo venne rivestito di serizzo della valle Antigorio di colore scuro e di notevole durezza. Le 8 campane della chiesa prepositurale, pesanti kg 13.000, furono consacrate dal cardinale Schuster il 18 settembre 1937. Per la loro costruzione si adoperò il bronzo delle cinque campane della chiesa dell’Assunta. Il rivestimento della torre campanaria fu rinnovato da don Teresio Ferraroni e, negli anni 2004/2005, sotto la direzione dell'architetto Pier Giorgio Meregalli, è stato eseguito il restauro conservativo del rivestimento esterno delle quattro facciate, con il rifacimento totale dei quadranti dell’orologio in tesserine di mosaico vetroso. In quell’occasione fu messa a punto anche l’elettrificazione delle campane e sciolta con rassegnazione la benemerita squadra dei campanari.
Bibliografia:
GEMINIANI Athos (cur.), Il Novecento a Sesto San Giovanni. Il secolo delle trasformazioni tra cronaca e storia (vol. II, 1921-1934), Pezzini, Viareggio 2001, pag. 290 (Il Cittadino della Domenica, 21 gennaio 1934).
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