SESTO SAN GIOVANNI – LA RELIGIONE

3491 - La Parrocchia del SS. Redentore e S. Francesco. Le origini

3491 - La Parrocchia del SS. Redentore e S. Francesco. Le origini



Fino al 1938 il rione Vittoria faceva parte della parrocchia di S. Giuseppe. Il parroco di quella parrocchia, don Francesco Rigamonti, decise in quell’anno di mandare don Elvio Zenoni, suo giovane assistente, in questo pezzo di parrocchia, troppo lontano dalla chiesa di via XX Settembre. Don Elvio si sistemò subito in via Fiume 15 con i suoi genitori; si dedicò a tempo pieno ai ragazzi, per i quali avviò l'oratorio, in un quartiere allora popolato da numerose famiglie povere e senza particolare assistenza religiosa. Il primo ambiente stabile a disposizione dell'oratorio fu un salone in via Monte San Michele (già fatto costruire dalla parrocchia di S. Giuseppe nel 1934), inizialmente circondato da orti, che poi vennero trasformati in campo giochi: si trattava della Sala della Comunità (poi trasformata nel Teatro Vittoria), e di tutto il terreno fino alla Via Monfalcone.

   Fino al 1948 si svilupparono numerose attività pastorali: nacquero le sezioni di Azione Cattolica maschile, femminile e giovanile, la corale Santa Cecilia, la compagnia teatrale Filodrammatica. Si organizzarono stabilmente i primi percorsi di catechesi per i ragazzi e di formazione per gli adulti. Nel frattempo arrivarono in aiuto a don Elvio le suore della Presentazione, inviate dalla parrocchia di S. Giuseppe, che si sistemarono in affitto in una casa di via Monte San Michele 141. Con loro ebbe inizio anche l’attività dell’asilo, sistemato nei locali attigui all’oratorio.

   Nel 1948 la parrocchia del SS. Redentore e S. Francesco si staccò ufficialmente da quella di S. Giuseppe e le venne affidato un territorio compreso tra la ferrovia (via Monte Sabotino), via Gorizia, viale Marelli e via Fiume. Venne anche incorporata parte del territorio appartenente alla Prepositurale di S. Stefano, comprendente l’altro lato di viale Marelli, della via XXIV Maggio (lato destro) fino al confine con Milano, parte di viale Italia e viale Edison, la via Isonzo, la via Adamello. I confini della nuova parrocchia furono poco dopo modificati, su richiesta del parroco don Elvio e di alcuni abitanti del rione, includendo la zona a ovest di viale Marelli, compresa tra la ferrovia e via Gorizia.

   Il salone dell’oratorio venne adattato a chiesa per la celebrazione dell’Eucarestia e per altre funzioni liturgiche. L’oratorio ebbe una sistemazione migliore con locali e strutture propri. La vecchia chiesa era un semplice salone, con tre file di panche e alcune sedie, i due altarini ai lati, uno della Madonna e uno del Sacro Cuore, i confessionali e davanti all’altare una balaustra. Nonostante i limiti della struttura e la sua povertà artistica, la vecchia chiesa divenne ben presto un punto di ritrovo e di integrazione per gli abitanti del rione Vittoria, in un’epoca di grandi trasformazioni per la società (con l’industria pesante che andava sviluppandosi a Sesto Marelli) e con la forte spinta dell’immigrazione dalle più diverse parti d’Italia.

   In quegli anni della grande ricostruzione del Paese don Elvio non si occupò soltanto di aggregare le persone intorno alla ricostruzione materiale, ma incrementò la formazione spirituale con pellegrinaggi, giornate di preghiera, missioni straordinarie nelle case, oltre alla normale catechesi. Istituì le prime feste patronali e soprattutto contribuì a diffondere una sincera e profonda devozione a Maria, che acquistò subito dimensione popolare nel rione. Attenzione a parte merita la crescita dell’oratorio: giunsero dapprima don Silvano Terragni (1949) e poi don Luigi Oggioni (1954) come responsabili dell’oratorio. Nel 1954 fu inaugurato l’oratorio femminile, distinto da quello maschile, che ebbe sede in uno stabile in via Gorizia, dove c’era una vecchia osteria. Qui andarono ad abitare provvisoriamente anche don Silvano e le suore. C’era un salone per fare il cinema, alcune salette per la catechesi, un piccolo bar. L’oratorio fu dedicato a San Giovanni Bosco perché nel 1954, anno in cui il card. Schuster diede ufficialmente inizio alla sua attività, don Giovanni Bosco fu proclamato santo. In quegli anni si ampliò il porticato, si crearono nuove aule e servizi, si organizzarono gare ciclistiche, tornei di calcio, oltre alle normali attività di catechesi e preghiera. Riprese vita la compagnia teatrale Filodrammatica. Infine, nel 1956, don Elvio comperò un terreno in via Monfalcone, destinato ad oratorio femminile, asilo e casa delle suore; nel 1961 iniziarono i lavori per costruire il tutto, che venne completato nel 1965.

   Nacquero in quegli anni il Circolo giovanile, la Società sportiva OSGB e gli ambienti si abbellirono sempre più; lo sport (soprattutto il calcio) era elemento importantissimo, sia aggregativo che educativo. Furono allestite alcune squadre di pallavolo e qualche torneo di ping-pong, alcune gare podistiche e ciclistiche, organizzate senza alcuna pretesa.

                                                                               

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