SESTO SAN GIIOVANNI - LA STORIA

0601 - Sesto San Giovanni - 992, 11 ottobre

0601 - Sesto San Giovanni - 992, 11 ottobre



Nella Biblioteca Capitolare del Duomo di Monza è conservato quello che è uno dei più antichi documenti scritti che nominano Sesto San Giovanni. Dopo la consueta invocazione ecclesiastica (In nomine Sactae et idividuae Trinitatis), Anselmo, sacerdote della Basilica di San Giovanni di Monza, professante la legge longobarda, l’11 ottobre 992 assegna in usufrutto ad Adelberto “de vico Sexto” beni e case in Sesto, Sundro (Cascina Gatti), Tenebiaco (Torretta) e Valedeo (probabilmente Varedo) acquistati in quel giorno dallo stesso Adelberto, dettando alcune condizioni. Ogni atto sopra le terre fatto da Adelberto sarà ritenuto valido come se lo avesse sottoscritto lo stesso Anselmo. Inoltre se alla morte di Adelberto fossero rimasti dei beni inalienati, essi sarebbero passati al nipote di questi, Warimberto detto Wazo di Sesto, prima di subire ulteriore divisione da parte dei fratelli di Warimberto. L’atto venne stipulato in Sesto alla presenza di testimoni e di un giudice del Sacro Palazzo di nome Arderato e si conclude con l’invocazione su eventuali sanzioni per frodi.

 

Bibliografia:

AA.VV., Cassina de Gatti. Corte di Monza. Un borgo e la sua gente, Il Sestante, Sesto San Giovanni 1990, 4s.

BELLONI Annalisa – FERRARI Mirella, La Biblioteca Capitolare di Monza, Antenore, Padova 1974.

 

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È possibile consultare anche:
https://www.comitatocascinagatti.it/la-storia....html?utm_source

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